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Crostacei

I benefici dei crostacei: perché fanno bene alla tavola e al benessere

Sommario

I crostacei hanno un vantaggio che pochi ingredienti di mare possiedono con la stessa evidenza: riescono a sembrare immediatamente festivi e, insieme, a restare profondamente seri dal punto di vista gastronomico. Hanno struttura, sapore, riconoscibilità. Ma soprattutto hanno una qualità che in cucina conta moltissimo: non si limitano a “piacere”, ma portano con sé una densità di gusto e di sostanza che li rende centrali in molte tradizioni costiere del Mediterraneo.
Quando ci si chiede se i crostacei abbiano davvero dei benefici, la risposta più corretta è sì, ma a condizione di intenderli nel modo giusto. Non come alimento miracoloso da caricare di promesse facili, bensì come parte di una dieta varia e ben costruita, capace di offrire proteine di alta qualità e alcuni micronutrienti particolarmente interessanti. Le
Dietary Guidelines for Americans ricordano che il seafood, che comprende pesce e frutti di mare, appartiene al gruppo dei protein foods; e i materiali NIH dedicati alla composizione della dieta ribadiscono che i frutti di mare possono contribuire in modo significativo all’apporto di nutrienti importanti, soprattutto dentro un’alimentazione complessivamente equilibrata.

I benefici dei crostacei non stanno solo nella leggerezza, ma stanno soprattutto nella qualità nutrizionale che portano con sé

Crostacei
Crostacei

Il primo punto da chiarire è questo: i crostacei non sono interessanti perché “leggeri” in senso vago, ma perché uniscono densità nutrizionale e precisione gastronomica. In generale forniscono proteine di buon valore biologico e possono contribuire all’apporto di micronutrienti come vitamina B12, iodio, selenio e, in diversi casi, zinco.
La vitamina B12, per esempio, è presente naturalmente negli alimenti di origine animale, compresi pesce e frutti di mare che rientrano tra le fonti alimentari naturali di questa vitamina, mentre i documenti più recenti sulla composizione nutrizionale sottolineano proprio questa tra le fonti più ricche. Anche lo iodio merita attenzione e i frutti di mare sono
tra le migliori fonti alimentari di questo minerale, necessario alla produzione degli ormoni tiroidei. Quanto al selenio e allo zinco, tali minerali che si trovano tra i prodotti ittici a cui i crostacei appartengono a pieno titolo.

Ma il vero interesse dei crostacei non sta nel trasformarli in una lista di nutrienti. Sta nel modo in cui questi valori entrano a far parte di un alimento che, se trattato bene, resta insieme gustoso, raffinato e perfettamente leggibile al palato. In altre parole, i benefici dei crostacei non riguardano solo ciò che “contengono”, ma il fatto che riescono a offrire valore nutrizionale senza chiedere alla cucina di rinunciare al piacere. Gamberi, mazzancolle, scampi, astici, aragoste o gamberi rossi non sono tutti uguali, naturalmente, e non hanno lo stesso profilo nutrizionale in ogni caso; tuttavia appartengono a una famiglia alimentare che, dentro una dieta variata, può portare sostanza e qualità senza appesantire il pasto nello stesso modo di altri ingredienti proteici più ricchi o più saturi. È importante, semmai, non cadere in un equivoco opposto: i benefici dei crostacei non autorizzano a trattarli male in cucina. Se vengono coperti da cotture eccessive, condimenti pesanti o preparazioni aggressive, perdono proprio quella pulizia che li rende interessanti. La loro forza, infatti, sta anche nella misura. E la misura, quando si parla di ingredienti così, è sempre una forma di intelligenza gastronomica.

I crostacei fanno bene anche alla tavola, perché insegnano una cucina più precisa, meno sovraccarica, più leggibile, più rispettosa della materia

Crostacei
Crostacei

C’è poi un altro livello, meno nutrizionale ma altrettanto importante, su cui i crostacei meritano di essere difesi: il loro effetto sulla cucina. Un buon crostaceo obbliga a un linguaggio gastronomico più pulito. Chiede fondi ben costruiti, cotture brevi, attenzione ai tempi, rispetto delle consistenze, capacità di non coprire la materia prima. Non è un caso se nelle cucine costiere più serie i crostacei vengono considerati ingredienti esigenti: sono straordinari quando trovano mano giusta, ma spietati quando incontrano approssimazione. E forse è proprio questo uno dei loro benefici meno nominati ma più veri: spingono la cucina verso una forma di precisione. Impongono di ascoltare il prodotto invece di imporre una ricetta su di lui.

Anche da questo punto di vista, i crostacei stanno dentro una tradizione mediterranea molto più profonda di quanto sembri. Non rappresentano solo il lusso del mare, ma anche una cultura della tavola in cui gusto, freschezza e tecnica si tengono insieme. Per essere davvero buoni, devono essere scelti bene, riconosciuti per ciò che sono, cotti con misura e serviti in un contesto che ne faccia emergere la dolcezza naturale, la sapidità fine, la consistenza esatta. È lo stesso principio che vale per tutto il pesce migliore, ma nei crostacei si sente ancora di più. Una polpa troppo cotta si stringe, una bisque sbilanciata sovrasta, un condimento eccessivo appanna.
Al contrario, quando il lavoro è preciso, il risultato ha qualcosa di molto raro, una ricchezza che non diventa mai peso. È anche per questo che i crostacei, nella cucina contemporanea ben fatta, continuano a essere così amati. Non soltanto per la loro nobiltà percepita, ma perché riescono a incarnare un’idea di piacere gastronomico che non coincide con l’eccesso. E oggi, forse, è proprio questa la forma più alta del lusso a tavola.

Costa House Ristorante: quando i crostacei trovano una cucina capace di trattarli con misura, il Mediterraneo diventa racconto

È in questo punto esatto che Costa House Ristorante trova la sua collocazione più naturale. Perché parlare dei benefici dei crostacei ha senso fino in fondo solo quando questi ingredienti incontrano una cucina capace di rispettarne la struttura, la freschezza e la precisione. Nei contenuti pubblicati dal ristorante e dal resort, Chef Rosaria Di Maggio viene raccontata come una presenza attenta alla scelta della materia prima e all’equilibrio dei sapori; nel suo ristorante Costa House ristorante i pesci vengono scelti personalmente dai pescatori locali, mentre in cucina si narra di un incontro tra mare e terra, memoria e innovazione, capace di trasformare i prodotti di stagione in un racconto dell’isola. I crostacei allora fanno bene non solo perché portano con sé proteine e micronutrienti interessanti, ma perché, nelle mani giuste, diventano l’occasione per una cucina più limpida, più colta, più autenticamente mediterranea. E quando questo accade, il benessere non riguarda più solo il corpo o il gusto: riguarda il modo in cui il piatto riesce a restare nella memoria.

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